lunedì 23 aprile 2012

La giornata della Terra con Love the Planet

Foglia di zucchina lunga, più conosciuta come tenerume (in dialetto siculo taddi)


La giornata di ieri, 22 Aprile, è stata dedicata all'ambiente e alla salvaguardia della Terra. Dopo un mese e due giorni dall'equinozio di primavera, le Nazioni Unite decidono di festeggiare ogni anno questa particolare giornata. Sono molti paesi, attualmente 175, a partecipare all'evento. Etnie diverse che si impegnano sinergicamente alla salvaguardia dell'ambiente.
Le iniziative, a tal riguardo, sono molteplici: dai concerti, alle manifestazioni, alle fiere: ovunque si cerca il modo migliore per sensibilizzare l'uomo a cio' che lo circonda, alla culletta verde e fresca che ci ospita (così mi piace chiamare la natura). Ecco che ecologisti e quanti monitorano la salute della nostra Terra approfittano di questo tipo di giornate per informare ed educare sullo stato effettivo di salute in cui versa l'ambiente.

venerdì 20 aprile 2012

Pennelli Real techniques di Samantha Chapman

Immagine presa dal sito style.it
Le sorelle Pixiwoo sono due make up artist che hanno spopolato il web con i loro video su "You Tube". Samantha e Nicole sono inglesi e hanno pensato, seguendo una scia che ultimamente incontra molti favori, di aprire un canale "You Tube" e fare tutorial per aiutare le donne a desterggiarsi tra blush, pennelli, fondi, rossetti e highlighter. Le  Pixiwoo hanno uno stile versatile, camaleontico e sono molto precise nella spiegazione dei tutorial dove proprongono i look delle star ma anche degli stili più semplici e freschi, alla portata di tutte.

martedì 17 aprile 2012

Il colore dell'anno...Tangerine Tango!

Sembra il titolo di un ballo in realtà è un colore, il colore protagonista di questa primavera 2012. A decretarlo l'istituto americano che si occupa di tecnologie per la grafica e di catalogazione di colori, Pantone. Ogni anno e, nello specifico, a ogni stagione viene etichettato un colore e questa scelta è basata sull'osservazione attenta di film di prossima uscita, su dei viaggi, sulle nuove tecnologie e sulle creazioni di artisti emergenti . Dal caleidoscopio di immagini che si susseguono dalla televisione e dall'osservazione scrupolosa della realtà si estrapola il colore che torna più spesso e che, fra tutti, ha una certa dominanza.

lunedì 16 aprile 2012

Dalla collezione Les Roses ultimes di Chanel, Distraction

Arrivano in questi giorni nelle profumerie italiane quattro nuovi smalti Chanel. La linea, Les Roses ultimes, è uscita in America in occasione di San Valentino, in Italia arriva come appendice alla già nota Harmonie de Printemps, il trucco primaverile proposto dalla maison francese per questo 2012.
Les roses ultimes è un bouquet molto femminile e romantico che conferma il trend della stagione: il rosa nelle sue tonalità più accese e audaci, in quelle sussurrate e delicate e in quelle più estive e solari. All'interno della collezione quattro smalti dai nomi ispirati agli stati d'animo che crea l'amore: Frisson, Distraction, Tentation e, in limited edition, Attraction e sei gloss il tutto dedicato, come rende noto l'art director del make up Chanel Peter Philips, al fiore che più di tutti regna nei giardini in primavera, la rosa. Fiore emblema di eleganza e femminilità, timidezza e audacia.

mercoledì 11 aprile 2012

Guerlain Terra Azzurra collezione estate 2012

Puo' sembrare strano, ma la pioggia di oggi mi fa venire in mente un viaggio che io e mio marito abbiamo fatto tempo fa nella meravigliosa Cote d'Azur. La Francia del Sud è ricca di paesaggi suggestivi, di case colorate e piccoli paesi sospesi su un mare di un azzurro ammaliante. Le strade larghe e alberate e i boschi improvvisi, i fenicotteri rosa e il profumo di lavanda: la Provenza è una regione accogliente e, per alcuni aspetti paesaggistici, molto simile all'Italia.
Proprio dal connubio sinergico dei due Paesi è nata la collezione di make up estivo Guerlain: Terra Azzurra. La raffinata maison francese ha creato, insieme all'ausilio creativo dell'entourage di Emilio Pucci, una collezione di  make up in edizione limitata che richiama alla mia mente un itinerario immaginario tra la Costa Azzurra e alcuni posti italici tra cui Capri e Portofino. Luoghi suggestivi e ricchi di colori vivaci: basti pensare al mare del sud della Francia, alle case liguri o ai limoni della costiera amalfitana ma anche alle passeggiate lungo i porticcioli di queste meravigliose località...un arcobaleno sempre nuovo di colori vitaminici che fanno bene all'umore.

Il pranzo di Pasqua

Cicilio a forma di elefante (usate un po' di fantasia per vedere l'elefante)
 dedicato al mio piccolo :)

Quest'anno la Pasqua è stata preannunciata da una settimana di brutto tempo, vento, pioggia e cielo grigio.
Andando indietro nei ricordi trovo un meteo simile in moltre altre Pasque...si vede che il periodo, tra Marzo e Aprile, prevede un tempo ballerino e poco primaverile.
Complice la pioggia, la mattina di pasqua ho iniziato presto a preparare il pranzo. In occasioni simili ognuno si prepara a "festeggiare" con tradizioni sue proprie, io ho tirato fuori dai ricordi quelle che appartengono alla mia terra, la Sicilia.
Il menù prevedeva un primo di anellini siciliani al forno, un secondo di coniglio e patate, un dolce, il ciciliu e ovviamente il cioccolato fondente di un uovo di Pasqua gigante che mi guardava sornione da più di una settimana. Il ciciliu è una preparazione tipica siciliana che si ottine dalla pasta di pane o da un impasto dolce adatto anche per la preparazione di biscotti. Una volta non c'erano i dolci pasquali, colombe farcite e panettoni di cioccolata, percio', tra parenti e amici era consuetudine scambiarsi i cicilii come augurio di prosperità e di buona Pasqua.
In Sicilia c'è una logica particolare nella preparazione del cicilio, le forme hanno una gerarchia precisa: per la gioia dei bambini, coinvolti nella preparazione, si creano sagome di animali, come conigli, colombe e pulcini, per i più adulti cestini, campane e trecce, tutti rigorosamente accompagnati da uova sode.
Leggendo un libro di usi e costumi della Pasqua siciliana scopro che il ciciliu nacque sicuramente dalla necessità, per chi andava in campagna e vi permaneva a lungo per lavoro, di avere pane e companatico in un corpo unico: ecco il perchè delle uova incastonate in una pagnotta di pane e bloccate da due striscioline di pasta messe in croce. In seguito le massaie più creative elaborarono forme quasi artistiche e crearono uccellini, e più propriamente colombine, panieri e treccine completando l'opera con decorazioni in miniatura attorno alle uova: fiorellini, campanellini e striscioline intarsiate. Il tutto veniva, poi, spennellato con l'uovo sbattuto per conferire alla creazione di pasta colore e brillantezza. 
La parola ciciliu ha origine dall'aggettivo greco kuklios che significa rotondo (e allude alla loro forma primigenia).
Dopo questa doverosa premessa ecco la ricetta per realizzare questi simpatici dolci pasquali. Con lo stesso impasto si possono pure preparare degli ottimi biscotti da inzuppare nel latte.
Ingredienti (per 4 cicilii e qualche biscotto ;) :
  • 500 gr di farina 00
  • 200 gr di zucchero
  • 200 ml di latte (ci sono ricette che prevedono 200 gr tra uova e latte, io ho preferito mettere solo il latte)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 4 uova precedentemente bollite
Procedimento:
In una ciotola capiente impastate insieme farina, zucchero, lievito, sale e latte. Formate una palla e aggiungete farina fino a che l'impasto non risulti liscio, omogeneo e facile da lavorare.
A questo punto, con le mani infarinate, formate delle palline più piccole e date estro alla vostra creatività. Prendete le uova fredde e adagiatele alle vostre forme, fermatele, poi, con due striscioline di impasto. Predisponete adesso le vostre creazioni in una teglia foderata dalla carta da forno e infornate a 200° per circa 15 minuti (i cicilii saranno pronti quando si coloreranno di una bella doratura).Con la "frolla" rimasta ho fatto dei biscotti che ho tenuto nel forno per 15 minuti.
Nella ricetta senza lievito e senza parte liquida i cicilii vengono più belli esteticamente perchè l'impasto più asciutto si lavora meglio e in cottura non si gonfia. Io stavolta ho voluto provare la ricetta dolce con il latte e il lievito: il sapore è buonissimo e a colazione sono ottimi!


venerdì 6 aprile 2012

Il corallo

Ogni anno, all'approssimarsi della primavera, inizio a sentire il desiderio di truccarmi con colori freschi che richiamino alla mente la bella stagione e il buon umore. Il make up puo' diventare terapeutico e aiutare a sentirsi meglio nelle giornate un po' grigie. Basta indossare un rossetto rosso o nelle tonalità più vivaci ed ecco che il nostro viso si illumina a festa. In particolare vorrei soffermarmi su uno dei colori più gettonati dalla moda e dal make up: il color corallo. Esistono svariate sfumature di questa tonalità, le declinazioni elencate dalle tavole colorimetriche ci svelano che esistono un color corallo, un corallo rosa, un corallo chiaro, un corallo rosso. Le varietà di corallo sono tutte racchiuse tra l'arancio e il rosa, fino ad arrivare a un rosso squillante. E' un colore che sta bene a tutte le carnagioni e a tutte le età, dona freschezza e quel tocco di salute che non guasta mai.
Vediamo alcune proposte delle case cosmetiche:

La terra Bronze Corail di Chanel (mi sembra di averla pagata intorno ai 50 Euro)
Il tocco di corallo regala alle guance quel tipico rossore dei primi soli.
Lipstick Viva Glam Cyndi di Mac, un corallo brillante e vivace (17,50 euro)
Ombretto Paradisco di Mac, 17 euro:
un gradazione molto delicata di corallo
perfetta per illuminare e rinfrescare uno sguardo un po' stanco ;)
Uno dei blush corallo più famosi, Coralista di Benefit (32 euro).
E' una tonalità molto tenue di corallo che trovo perfetta sopra la terra.


Il corallo in natura è uno scheletro calcareo creato dalla secrezione di piccoli polipi bianchi, detti appunto coralli, con forma arboriscente (e cioè di forma assimilabile a quella dei rami di un albero). L'altezza solitamente è di 15-30 cm e il colore varia dal rosso cupo al rosa pallido ma puo' talvolta avere avere anche colore nerastro o blu a causa di impurità organiche. L'etimologia è incerta e se da un lato ci rivela che la parola corallo deriva dal greco koraillon, che significa “scheletro duro”; dall'altro ci svela un altro significato facendolo provenire dalla radice kura-halos, che in greco significa “forma umana” ( le ramificazioni dei coralli possono assumere delle sagome particolari). Altri ancora sostengono che la parola corallo derivi dall’ebraico goral, il nome delle pietre utilizzate per gli oracoli che pare fossero proprio dei coralli, e questo uso era diffuso in Palestina, in Asia Minore e nel Mediterraneo. 
La simbologia del corallo ci racconta che nell'antica Roma questo veniva utilizzato con fini apotropaici per i neonati, e cioè come amuleto "scaccia malocchio". Era infatti consuetudine far indossare ai neonati dei pendenti formati da rametti di corallo e somministrare loro come medicinale la polvere da essi ricavata per la prevenzione e la cura delle crisi epilettiche, degli incubi e dei dolori della dentizione.







Il significato del corallo come amuleto specifico dell’infanzia venne conservato anche durante il Medioevo e il Rinascimento.
Lo troviamo perfino indossato dal Bambino Gesù in quadri di devozione privata, probabilmente legati alla nascita di un bimbo, come potrebbe essere stata la “Madonna di Senigallia” (la cui datazione oscilla tra il 1470 e 1485) di Piero della Francesca (1416/17-1492). Nell'opera il ciondolo indossato dal Bambino, oltre ad essere letto come amuleto di buon auspicio, è anche simbolo del sangue di Cristo, quindi preannuncia quello che gli accadrà in età adulta (la crocifissione e la morte).


Concludo questa pagina dedicata al corallo con una poesia di Eugenio Montale, tratta dalla raccolta La bufera e altro.

GLI ORECCHINI

Non serba ombra di voli il nerofumo
della spera. (E del tuo non è piú traccia.)
È passata la spugna che i barlumi
indifesi dal cerchio d'oro scaccia.
Le tue pietre, i coralli, il forte imperio
che ti rapisce vi cercavo; fuggo
l'iddia che non s'incarna, i desiderî
porto fin che al tuo lampo non si struggono.
Ronzano èlitre fuori, ronza il folle
mortorio e sa che due vite non contano.
Nella cornice tornano le molli
meduse della sera. La tua impronta
verrà di giú: dove ai tuoi lobi squallide
mani, travolte, fermano i coralli.


mercoledì 4 aprile 2012

La violetta

Violette spontanee di campagna
Le violette tricolor sono tra i fiori che amo di più. Le corolle sono tinteggiate di bianco, viola e giallo e al centro hanno dei piccoli tocchi di viola scuro: le tricolor sono piccoli capolavori  e, soprattutto, hanno un odore meraviglioso: delicato e fresco, se pur persistente. Ogni anno, tra fine Marzo e i primi di Aprile, vado alla ricerca di questo tipo di violette, crescono spontanee in campagna in luoghi ombreggiati, in mezzo all'erbetta. Di solito le metto in un vasetto piccolo ma spesso le raccolgo dentro i libri e le faccio "essiccare". Il bello di questi fiorellini è che, una volta secchi, non perdono il loro fascino, i colori rimangono vivi ed è bello attaccarli nelle pagine dei diari o nella carta da lettera, qualora questa esistesse ancora! In questi giorni ho raccolto le prime violette e ho scoperto che vengono chiamate anche suorine perchè ricordano il velo dell'abito religioso (che tenero paragone!). La violetta è utilizzata anche in cosmetica per le sue proprietà benefiche sulla pelle affetta da acne, eczemi, foruncolosi, nonchè sulla crosta lattea dei bambini.
Se vi piace anche il profumo di violetta vi consiglio La violetta di Borsari, fragranza storica e simbolo della città di Parma (il 100 ml costa 49 euro, il 50 ml 29 euro). Pare che la violetta fosse il fiore preferito della bella duchessa Maria Luigia (1791-1847; piccola curiosità: il nome completo della duchessa era Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d'Asburgo Lorena), seconda moglie di Napoleone Bonaparte. LA duchessa amava talmente tanto l'essenza di violetta da incoraggiare e sostenere le ricerche dei frati del convento dell'Annunciata i quali, dopo un anno di prove e ricerche, riuscirono ad ottenere dalla violetta e dalle sue foglie un'essenza fedele a quella del fiore. Da questi frati la formula, fino ad allora custodita preziosamente, passò a  Ludovico Borsari, pioniere dell'industria profumiera in Italia, che nel 1870 ebbe l'idea di produrre il profumo su vasta scala ed eleggere, così, la violetta a oggetto di culto e simbolo della città di Parma.

 “…Quella sera, alle otto e mezza, vestito con squisita eleganza e con un mazzolino di violette di Parma all’occhiello, Dorian Gray fu introdotto da servitori cerimoniosi nel salotto di Lady Narborugh. ”
(Oscar Wilde – Il ritratto di Dorian Grey)

(la foto del profumo l'ho presa dal sito parmashop.it)

A proposito di fiori...

Ranuncolo di casa mia Marzo 2012
Da qualche settimana la primavera è arrivata e con lei il desiderio di uscire all'aria aperta e di respirare aria pulita e profumata. Gli alberi da frutto aprono i loro rami al sole coreograficamente, tanto da ricordare la gestualità di ballerine in tutù rosa. La natura esplode e una delle cose che più mi piace fare in questo periodo è riempire il mio vaso di fiori freschi. Quest'anno ho scoperto i ranuncoli, questi fiori così densi di petali e allegri nei colori. Leggo su wikipedia che derivano dall'Asia e che il nome latino Ranunculus, dal greco Batrachion,  significa rana. La spiegazione di questo nome così curioso è legata al fatto che il Ranuncolo è un fiore che ama molto gli ambienti umidi, ombrosi e paludosi, habitat naturale degli anfibi.
A me i ranuncoli ricordano le rose, sono più cicciotti ma somigliano alle cugine. Sono fiori semplici ma hanno un impatto estetico notevole. Non fanno odore ma durano tanto, anche più di una settimana...a patto di cambiare loro l'acqua di tanto in tanto (piccolo segreto: per non far marcire l'acqua dei fiori mettete dentro al vaso un pochino di candeggina).

Bouquet di ranuncoli, tulipani, roselline e fresie. Che meraviglia!