mercoledì 11 aprile 2012

Il pranzo di Pasqua

Cicilio a forma di elefante (usate un po' di fantasia per vedere l'elefante)
 dedicato al mio piccolo :)

Quest'anno la Pasqua è stata preannunciata da una settimana di brutto tempo, vento, pioggia e cielo grigio.
Andando indietro nei ricordi trovo un meteo simile in moltre altre Pasque...si vede che il periodo, tra Marzo e Aprile, prevede un tempo ballerino e poco primaverile.
Complice la pioggia, la mattina di pasqua ho iniziato presto a preparare il pranzo. In occasioni simili ognuno si prepara a "festeggiare" con tradizioni sue proprie, io ho tirato fuori dai ricordi quelle che appartengono alla mia terra, la Sicilia.
Il menù prevedeva un primo di anellini siciliani al forno, un secondo di coniglio e patate, un dolce, il ciciliu e ovviamente il cioccolato fondente di un uovo di Pasqua gigante che mi guardava sornione da più di una settimana. Il ciciliu è una preparazione tipica siciliana che si ottine dalla pasta di pane o da un impasto dolce adatto anche per la preparazione di biscotti. Una volta non c'erano i dolci pasquali, colombe farcite e panettoni di cioccolata, percio', tra parenti e amici era consuetudine scambiarsi i cicilii come augurio di prosperità e di buona Pasqua.
In Sicilia c'è una logica particolare nella preparazione del cicilio, le forme hanno una gerarchia precisa: per la gioia dei bambini, coinvolti nella preparazione, si creano sagome di animali, come conigli, colombe e pulcini, per i più adulti cestini, campane e trecce, tutti rigorosamente accompagnati da uova sode.
Leggendo un libro di usi e costumi della Pasqua siciliana scopro che il ciciliu nacque sicuramente dalla necessità, per chi andava in campagna e vi permaneva a lungo per lavoro, di avere pane e companatico in un corpo unico: ecco il perchè delle uova incastonate in una pagnotta di pane e bloccate da due striscioline di pasta messe in croce. In seguito le massaie più creative elaborarono forme quasi artistiche e crearono uccellini, e più propriamente colombine, panieri e treccine completando l'opera con decorazioni in miniatura attorno alle uova: fiorellini, campanellini e striscioline intarsiate. Il tutto veniva, poi, spennellato con l'uovo sbattuto per conferire alla creazione di pasta colore e brillantezza. 
La parola ciciliu ha origine dall'aggettivo greco kuklios che significa rotondo (e allude alla loro forma primigenia).
Dopo questa doverosa premessa ecco la ricetta per realizzare questi simpatici dolci pasquali. Con lo stesso impasto si possono pure preparare degli ottimi biscotti da inzuppare nel latte.
Ingredienti (per 4 cicilii e qualche biscotto ;) :
  • 500 gr di farina 00
  • 200 gr di zucchero
  • 200 ml di latte (ci sono ricette che prevedono 200 gr tra uova e latte, io ho preferito mettere solo il latte)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 4 uova precedentemente bollite
Procedimento:
In una ciotola capiente impastate insieme farina, zucchero, lievito, sale e latte. Formate una palla e aggiungete farina fino a che l'impasto non risulti liscio, omogeneo e facile da lavorare.
A questo punto, con le mani infarinate, formate delle palline più piccole e date estro alla vostra creatività. Prendete le uova fredde e adagiatele alle vostre forme, fermatele, poi, con due striscioline di impasto. Predisponete adesso le vostre creazioni in una teglia foderata dalla carta da forno e infornate a 200° per circa 15 minuti (i cicilii saranno pronti quando si coloreranno di una bella doratura).Con la "frolla" rimasta ho fatto dei biscotti che ho tenuto nel forno per 15 minuti.
Nella ricetta senza lievito e senza parte liquida i cicilii vengono più belli esteticamente perchè l'impasto più asciutto si lavora meglio e in cottura non si gonfia. Io stavolta ho voluto provare la ricetta dolce con il latte e il lievito: il sapore è buonissimo e a colazione sono ottimi!


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