mercoledì 4 aprile 2012

La violetta

Violette spontanee di campagna
Le violette tricolor sono tra i fiori che amo di più. Le corolle sono tinteggiate di bianco, viola e giallo e al centro hanno dei piccoli tocchi di viola scuro: le tricolor sono piccoli capolavori  e, soprattutto, hanno un odore meraviglioso: delicato e fresco, se pur persistente. Ogni anno, tra fine Marzo e i primi di Aprile, vado alla ricerca di questo tipo di violette, crescono spontanee in campagna in luoghi ombreggiati, in mezzo all'erbetta. Di solito le metto in un vasetto piccolo ma spesso le raccolgo dentro i libri e le faccio "essiccare". Il bello di questi fiorellini è che, una volta secchi, non perdono il loro fascino, i colori rimangono vivi ed è bello attaccarli nelle pagine dei diari o nella carta da lettera, qualora questa esistesse ancora! In questi giorni ho raccolto le prime violette e ho scoperto che vengono chiamate anche suorine perchè ricordano il velo dell'abito religioso (che tenero paragone!). La violetta è utilizzata anche in cosmetica per le sue proprietà benefiche sulla pelle affetta da acne, eczemi, foruncolosi, nonchè sulla crosta lattea dei bambini.
Se vi piace anche il profumo di violetta vi consiglio La violetta di Borsari, fragranza storica e simbolo della città di Parma (il 100 ml costa 49 euro, il 50 ml 29 euro). Pare che la violetta fosse il fiore preferito della bella duchessa Maria Luigia (1791-1847; piccola curiosità: il nome completo della duchessa era Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d'Asburgo Lorena), seconda moglie di Napoleone Bonaparte. LA duchessa amava talmente tanto l'essenza di violetta da incoraggiare e sostenere le ricerche dei frati del convento dell'Annunciata i quali, dopo un anno di prove e ricerche, riuscirono ad ottenere dalla violetta e dalle sue foglie un'essenza fedele a quella del fiore. Da questi frati la formula, fino ad allora custodita preziosamente, passò a  Ludovico Borsari, pioniere dell'industria profumiera in Italia, che nel 1870 ebbe l'idea di produrre il profumo su vasta scala ed eleggere, così, la violetta a oggetto di culto e simbolo della città di Parma.

 “…Quella sera, alle otto e mezza, vestito con squisita eleganza e con un mazzolino di violette di Parma all’occhiello, Dorian Gray fu introdotto da servitori cerimoniosi nel salotto di Lady Narborugh. ”
(Oscar Wilde – Il ritratto di Dorian Grey)

(la foto del profumo l'ho presa dal sito parmashop.it)

Nessun commento:

Posta un commento